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Votata dal Consiglio Comunale la Mozione per “valori e principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista ed azioni volte al contrasto agli estremismi nel territorio comunale”.

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Nella seduta del 30 marzo 2019 è stata votata all’unanimità la Mozione consigliare proposta dalla Sezione Anpi Genazzano, volta a ribadire valori e principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista, nonché ad intraprendere azioni volte al contrasto agli estremismi nel territorio comunale.
“Voglio esprimere grande soddisfazione – ha dichiarato il Sindaco Fabio Ascenzi – per l’approvazione all’unanimità di questa mozione. Il Consiglio Comunale ha così sottolineato ancora una volta come, a prescindere dalle rispettive appartenenze politiche, siano ben radicati nella nostra comunità principi e valori democratici. Ringrazio la Sezione Anpi per avercela proposta. Genazzano ha contribuito anche con il sangue dei propri martiri alla lotta di Liberazione dalla dittatura nazi-fascista, per questo non dobbiamo mai dimenticare cosa significhi vivere sotto regimi totalitari e liberticidi, proseguendo innanzitutto il lavoro di memoria nei confronti dei più giovani, con l’impegno delle istituzioni a coltivare quei principi di solidarietà, uguaglianza, pace e giustizia sociale che sono alla base della nostra Costituzione”.

In occasione del Consiglio Comunale di sabato le scale del Comune sono state allestite dall'Anpi con alcuni pannelli della mostra "Domani avvenne - mostra sulla Resistenza nei monti Prenestini e alta valle del Sacco", che raccontano la storia della Resistenza partigiana e patriottica di alcuni comuni a sud di Roma, ubicati tra i Monti Prenestini e l'Alta Valle del Sacco, attingendo a diari privati, lettere, testimonianze, fotografie originali e documenti d'archivio. 
Presso il Palazzo Comunale di Genazzano sono stati proposti innanzitutto i pannelli che raccontano la storia genazzanese, che rimarranno per tutto il mese di Aprile come anticipazione di altre importanti iniziative sulla memoria che l'Amministrazione e la Sezione Anpi di Genazzano stanno organizzando in prossimità delle celebrazioni del 25 Aprile. 

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Ecco il testo della Mozione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta del 30 marzo 2019.
 
MOZIONE: VALORI E PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA NATA DALLA RESISTENZA ANTIFASCISTA ED AZIONI VOLTE AL CONTRASTO AGLI ESTREMISMI NEL TERRITORIO COMUNALE
 
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO
- che appare sempre più forte il riemergere di azioni e condotte di natura estremista volte a destabilizzare l’ordine sociale, ispiratrici di una società che si colloca al di fuori del perimetro costituzionale e dell’ordinamento repubblicano, nonché dei principi fondamentali della convivenza civile e del rispetto della dignità umana;
- che tutte le iniziative e manifestazioni, provenienti da associazioni ed organizzazioni politiche e sociali e da singoli soggetti, che richiamano in modo esplicito a simboli fascisti o nazisti e ad ideologie proprie dei regimi totalitari e che diffondono idee e comportamenti ispirati a sentimenti antidemocratici, all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo alimentate anche da una loro enorme diffusione nella rete, si fondano sul terrore e sulla repressione delle espressioni di libertà e democrazia e provocano lutti e miserie;
- che la reazione di fronte a certi comportamenti è quella di condanna, perseguendo con fermezza tutte le iniziative in contrasto con la difesa dei valori della libertà, del diritto, della solidarietà, che costituiscono il fondamento e la base della convivenza democratica;
- Richiamato l’articolo 2 della Dichiarazione universale dei diritti umani (adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948) il quale dispone che ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione;
- Richiamati i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana ed in particolare quelli descritti agli artt. 2 e 3 i quali recitano “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…” e che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche di condizioni personali e sociali” ;
- Evidenziato che la Costituzione della Repubblica Italiana, al punto XIl delle Disposizioni transitorie e finali testualmente recita “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista…”;
- Vista la legge n.645/1952 (cd. Legge Scelba) di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che punisce la riorganizzazione del disciolto partito fascista dettando la disciplina definitoria e sanzionatoria dei reati di apologia e manifestazioni fasciste;
- Visto, inoltre, l’articolo 3 della legge 654/1975 intitolata “Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale”, il cui articolo 3, in particolare, stabilisce che è vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
 
-  Vista, infine, la legge 205/1993 di conversione del D.L. 122/1993 (cd. Legge Mancino) che:
punisce chiunque propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
punisce chiunque istiga, con qualunque modalità, a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
vieta, infine, ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici;
-Tenuto conto dell’art. 17 (Divieto di abuso del diritto) della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, il quale stabilisce che nessuna disposizione contenuta nella Convenzione stessa può essere interpretata come implicante il diritto per uno Stato, un gruppo o un individuo di esercitare un’attività o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti o delle libertà riconosciuti nella Convenzione o porre a questi diritti e a queste libertà limitazioni più ampie di quelle previste in detta Convenzione;
 
-  Tenuto conto dell’art. I del Decreto Legislativo n. 198 del 2006 cd. “Codice delle pari Opportunità” il quale contiene le misure volte ad eliminare ogni discriminazione basata sul sesso, e abbia come conseguenza o come scopo di compromettere o di impedire il riconoscimento, il godimento o l’esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico,  sociale, culturale e civile o in ogni altro campo;
 
-  Vista la richiesta in tal senso della Sezione ANPI di Genazzano di approvare una Mozione che, considerato il riaffermarsi di movimenti ed organizzazioni che si dichiarano neo-fasciste e che promuovono politiche razziste, riaffermi con forza i valori della Resistenza e della Carta Costituzionale, subordinando la concessione di spazi pubblici ad iniziative che non dovranno contrastare con i valori ed i principi della Costituzione o promuovere messaggi discriminatori, razzisti o sessisti.
-  Constatato che lasciare spazio sotto qualsiasi forma a manifestazioni, associazioni ed organizzazioni dichiaratamente razziste, xenofobe, omofobe ed antidemocratiche che, anche con esaltazione di forme di violenza, possono contribuire a creare sul territorio relazioni e reti di complicità, un pericoloso spirito di emulazione soprattutto in settori della popolazione giovanile, è sicuramente pericoloso e costituisce comunque un fatto da evitare con fermezza
 
PREMESSO INOLTRE CHE
È compito dell’amministrazione pubblica dare l’esempio e tracciare la strada atta a tutelare e proteggere i cittadini, nonché gli spazi pubblici da azioni di comunicazione propaganda, anche coatta, con scopi e mezzi che siano intimidatori, antisemiti, disgreganti, antisociali o che mirino a destabilizzare l’ordine pubblico.
-  Visti i Principi Generali contenuti nello Statuto del Comune di Genazzano
 
-  Visto, in particolare, quanto previsto dall’art. 31, comma 4, dello Statuto del Comune di Genazzano il quale recita: “Non è ammesso il riconoscimento di associazioni segrete o aventi caratteristiche non compatibili con indirizzi generali espressi dalla Costituzione, dalle norme vigenti e dal presente statuto”.
 
RITENUTO CHE
-  le garanzie a tutela dei diritti sopramenzionati possano essere rafforzate anche in via amministrativa mediante l’introduzione di opportune disposizioni per la concessione di locali, spazi ed occupazione del suolo pubblico;
-  le premesse sopra riportate sono parte integrante e sostanziale del presente dispositivo

IMPEGNA LA GIUNTA E GLI UFFICI
-  a non concedere locali, spazi o l’occupazione del suolo pubblico ad associazioni ed organizzazioni di qualsiasi ispirazione politica che non garantiscono di rispettare i principi sanciti dalla Costituzione manifestando e/o professando comportamenti razzisti, omofobi e sessisti, espressioni di odio e di intolleranza religiosa o che si ispirino ai disvalori del fascismo e del nazismo.
-  a disporre che l’accesso agli spazi e locali, ai bandi o l’occupazione del suolo pubblico sia subordinata ad una dichiarazione esplicita di rispetto dei valori antifascisti ed antirazzisti sanciti dalla Costituzione repubblicana nata della Resistenza;
-  a promuovere, in collaborazione con l’ANPI e con tutte le altre Associazioni che si riconoscono nei valori della Costituzione italiana, iniziative culturali, soprattutto rivolte alle giovani generazioni, affinché sia mantenuta la memoria storica e valorizzati quei principi di solidarietà, uguaglianza, pace e giustizia alla base della nostra Costituzione
-  a proseguire nel coinvolgimento delle scuole in manifestazioni, eventi e dibattiti pubblici sul tema dell’integrazione civica, della memoria storica e della funzione antisociale che è tipica di azioni e condotte estremisti, di qualsiasi natura.
-  a favorire il controllo e le azioni susseguenti, in contrasto alle forme di estremismo, in raccordo con le forze dell’ordine, le istituzioni di controllo competenti e continuando a far presente la tematica, il suo sviluppo, ai componenti del tavolo di sicurezza.
-  ad adeguare i regolamenti comunali (es. occupazione suolo pubblico, concessione spazi e sale comunali, ecc.) ai principi sopra specificati al fine anche di includere, al momento della richiesta di autorizzazione, una dichiarazione esplicita di riconoscimento dei valori antifascisti espressi nella Costituzione italiana.