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Causa Tonelli: il Comune vince anche l’Appello del contenzioso a Milano.

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Dopo la Sentenza della Corte Suprema di Cassazione del gennaio 2017, con la quale il Comune di Genazzano chiudeva definitivamente il contenzioso intentato dal Tonelli con la causa principale, arriva oggi un’altra buona notizia per il Comune: una Sentenza della Corte di Appello di Milano chiude positivamente anche il secondo grado di giudizio di un’ultima e diversa causa che il collezionista aveva intentato contro l’Assicurazione Lloyd’s di Londra, dove era stato chiamato a presunta responsabilità anche il Comune di Genazzano. Una ulteriore causa, questa, con la quale veniva chiesto un risarcimento danni ammontante a 10 milioni di euro e che il Tribunale milanese ha respinto completamente, condannando il collezionista a risarcire al Comune anche le spese legali per oltre 35 mila euro.

“Ancora una bellissima notizia per la nostra comunità – ha dichiarato il Sindaco Fabio Ascenzi – e quando si parla di questa vicenda le emozioni ed i pensieri sono sempre gli stessi. I momenti difficilissimi che abbiamo passato, sia dal punto di vista politico che umano. Il ringraziamento a tutti quanti hanno sostenuto una strategia amministrativa coraggiosa, determinata e meticolosa assunta in questi anni dopo la condanna di primo grado: i consiglieri comunali, che hanno votato con enorme responsabilità gli atti necessari a scongiurare il disastro del dissesto finanziario e per proseguire la battaglia in giudizio; gli uffici comunali, per il grande lavoro svolto a sostegno del percorso intrapreso dall’Amministrazione; gli avvocati, che nelle diverse cause hanno difeso il Comune con una linea risultata vincente. I fatti ci hanno dato ragione, e sono stati premiati ancora una volta impegno, coraggio e determinazione di quanti in questi anni hanno lavorato per il bene di Genazzano”.

La vicenda Tonelli risale al 2001, quando per una mostra svolta al Castello Colonna il proprietario delle opere denunciò il danneggiamento di alcuni quadri e chiese un copioso risarcimento.
Nel luglio 2010 arrivò la notizia che il tribunale di Terni, con il primo grado di giudizio, aveva condannato il Comune ad un risarcimento di oltre 4 milioni di euro. Una situazione drammatica che avrebbe comportato il dissesto finanziario per l’Ente. L’Amministrazione fu costretta a riconoscere il debito fuori Bilancio, ma decise di resistere caparbiamente senza portare il Comune al dissesto, pur dovendo governare con un bilancio comunale nei fatti bloccato e con un programma amministrativo di investimenti fermo. Viene impostata una strategia difensiva completamente rinnovata che riesce a ribaltare il verso della causa: a gennaio 2012 si incassa la prima vittoria con l’accoglimento da parte della Corte di Appello di Perugia dell’istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza; nell’aprile 2013 la Corte di Appello di Perugia emette la sentenza di secondo grado che accogliendo completamente le tesi difensive del Comune annulla la prima condanna (contro questa pronuncia il Tonelli fa ricorso in Cassazione); a gennaio 2017 arriva anche la sentenza della Corte Suprema che segna la fine di questa controversa vicenda giudiziaria decretando la vittoria del Comune anche nell’ultimo grado di giudizio. Per la causa milanese, invece, già il collezionista aveva visto respinte le sue pretese nel giudizio di primo grado, ulteriormente confermato oggi dalla pronuncia della Corte di Appello.