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In ricordo delle vittime delle Fosse Ardeatine

Una rappresentanza istituzionale del comune di Genazzano, formata dal sindaco, Fabio Ascenzi, e dall'assessore alle Politiche Scolastiche, Paolo Schiavella, ha reso omaggio alle vittime delle Fosse Ardeatine, tra le quali il genazzanese Giuseppe Emilio D'Amico, partecipando alla cerimonia ufficiale con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, giovedì 24 marzo 2011, sessantasettesimo anniversario dell'eccidio nazista.

Alla giornata commemorativa, parimenti, hanno partecipato una rappresentanza dell'Istituto Comprensivo "G.Garibaldi" ed una dell'ITIS "G.Boole" di Genazzano, così come non ha fatto mancare la propria presenza la sezione ANPI "Monti Prenestini ed Alta Valle del Sacco". Quest'anno la commemorazione della strage nazista perpetrata alle Fosse Ardeatine è stata contrassegnata dalla notizia dell'identificazione di due delle dodici vittime finora rimaste sconosciute, grazie agli esami scientifici del RIS dei Carabinieri sul DNA dei cadaveri, di modo che ai 323 nomi noti è stato possibile aggiungere anche quelli di Marco Moscati e Salvatore La Rosa. CIMG0275bis

Al termine della cerimonia ufficiale con il presidente della Repubblica, organizzata dalle autorità istituzionali e dall'ANFIM, l'associazione che riunisce le famiglie delle vittime dell'eccidio, la delegazione genazzanese si è stretta intorno ai famigliari di Giuseppe D'Amico, presenti come sempre alle Fosse Ardeatine, ed ha deposto un mazzo di fiori sulla sua tomba. Nel pomeriggio i ragazzi delle scuole genazzanesi sono stati accompagnati a visitare la sinagoga di Roma a Lungotevere de' Cenci dove in mattinata Regione Lazio, Provincia di Roma, comune di Roma e Comunità ebraica romana hanno deposto corone di alloro a memoria dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. La visita della delegazione genazzanese ha riguardato il Tempio Maggiore, il Tempio Spagnolo, la Galleria dei Marmi Antichi ed il rinnovato Museo Ebraico di Roma, custode di pregiati oggetti ed arredi per il culto, nonché di documenti originali della persecuzione nazista come una casacca dei deportati nei campi di concentramento o le ricevute autentiche che i nazisti rilasciarono agli ebrei romani in cambio dell'oro che avrebbe dovuto salvarli dalla deportazione in Germania, tragico bluff nazista che qualche giorno dopo, il 16 ottobre 1943, si svelò nel rastrellamento del ghetto e nell'avvio dei suoi abitanti alle camere a gas.